giovedì 14 maggio 2009

A Maria 'a PAstora

Apparisti e tutto taceva,
sul finir del giorno
portasti il tuo corteo,
non più gremito di
eroi...ma tra gli zoccoli
del tuo nero cavallo,
lasciasti in quella nuvola
anche il loro ricordo...
Lo porgesti lì,
tra quella gente di Lucania
dove venisti al mondo...
loro non avevano eroi,
loro non avevano guerre...
ma tu lasciasti le tue capre
ai lupi,
anche per loro...

L'aratro si fermò nel campo,
la vocula smise di dondolare e
attonita la piazza ti guardò...
solo uno sguardo...
scomparisti con le tue gramagli dietro
un mantello che sapeva di morte,
scomparisi nel bosco
di Gagliano, tra quelle montagne...
andasti a vivere tra gli animali...
meglio le belve che i Piemontesi...
i lupi non uccidono se non sono in pericolo,
i lupi non costringono il tuo popolo alla diaspora,
i lupi non pretendono di diventare Re dei senza padroni,
Lombroso offese il corpo di Ninco Nanco...
nemmeno il tuo bacio potè benedirlo...
scomparisti e nessuno ti vide più danzare,
scomparisti Maria...scomparisti dagli occhi
ma per sempre rimarrai nel cuore dei contadini...
Loro che non hanno religione, loro che hanno sempre
subito la vita...loro che non hanno altri eroi se non voi,
Briganti scordati...ma la terra di Lucania vi rammenta...
Maria, Maria 'a pastora...
La sento la tua voce Maria...

giovedì 7 maggio 2009

La Zappa e la Vanga. (per mio nonno che è così buono con questo mondo crudele)

La mia terra e quegli occhi
neri, vivi di pianto
mai scorderò.
Le pieghe sul viso son piene
d'amore, la zappa e la terra
questa è la gente mia,
mai scoderò.
Vuota è ogni storia
se i libri tralascian
il sudore che gli umili
hanno versato in
una sterile landa.
La loro libertà è un'esigenza
che inerte mi riempe il cuor.
Gioia e verità, qualcuno le
ha annientate ma nell'eco
di quel vento che pettina
gli ulivi, urlano ancora
i braccianti esiliati...
a loro fu negata la consapevolezza,
al di là del Piemontese
ma anche del Borbone...
La storia tralascia gli umili,
nessun capitolo per le
loro gesta, per il loro
sopportar il fardello delle
altrui decisioni...
Povera gente mia,
costretta alla diaspora
da uno stato padrone...
qual è la democrazia?
Cristo li ha davvero scordati e
più giù di Eboli solo la zappa e
la pesante vanga per costruirsi
un domani di sacrificio.
A questa gente la storia
non ha lasciato posto,
nemmeno nei titoli di coda.
Imparai a vivere tra loro,
tra gli occhi stanchi di un bracciante,
tra le braccia consumate di una
vecchia contadina a cui non era
stato lasciato neanche
un dente per ridere...
Questa gente mia, fu privata
anche della terra...
Imparai a vivere tra loro perchè
io sono come loro...
ma loro tacciono e
silenziosamente si
lasciano vivere da
ogni ingiustizia sociale e morale...
loro non hanno niente che non sia
la zappa e la vanga.
Il mondo è ancora troppo ferito...
mio nonno è analfabeta e
conosce il mondo soltanto fino
al Calore e ciò che ha visto
sul treno per l'America era
soltanto altra gente come lui...
gente che non aveva niente
gente che stringeva tra le mani
un rosario e nel cuore il ricordo
del Sud lontano.
Tutti, tutti figli di braccianti e
neanche a mia madre, che è del '70,
la storia ha risparmiato la zappa...
così lasciò per sempre la sua infanzia
nelle serre di Battipaglia,
lontana 89Km da casa.
E si, forse emigrò per risparmiare
a me quegli orrori,
questa terra mi è straniera.
Quel lamento rassegnato
non riesce a lasciarmi dormire...
debbo qualcosa a quei migranti,
debbo qualcosa a quei briganti
morti anche per la mia libertà...
no, non avrò pace finchè
loro non saranno ascoltati,
non avrò più fame finchè
il loro lavoro non sarà pagato...
Povera gente mia che non ha
niente se non la zappa e la vanga,
niente a parte un vecchio cane
chiamato a custodire
la zappa e la vanga.

martedì 28 aprile 2009

eravamo

"L'amore o l'odio, sono due le condizioni,
il problema è che noi non possiamo sapere quando.
Mi sento davvero vuoto ora Musa, non avere paura della morte...il vuoto è anche bello se è fatto del colore che a te più piace, il vuoto sa essere gioia perchè il nero in fondo, chi l'ha detto che non sia bello? Ti voglio bene Musa, riconosco la pelle sensibile e tu le sei molto, non sarò bravo a fartelo capire con le parole ma dal mio sguardo credo si potrà percepire sempre tutto e il mio sguardo dice che ti voglio bene. Non gettarti nel vuoto Musa, devi reagire...guarda nel tuo vuoto Musa, scopriti e colpisci! Ora vado, ricorda che io sarò sempre qui per te, non vorrei mai vederti soffrire per causa mia, non te che se così bella e così buona...guarderò il Cilento anche per te...lo faccio per te, solo per te che sei così buona con questo mondo crudele.
Ti bacio Musa mia...non farmi stare in pensiero!"


Ditemi, come può finire tutto questo? Perchè di tanto amore non c'è neanche più il ricordo? Sono immensamente straziata dalla sua assenza...mi manca tanto, non sono più stata capace di rifarmi una vita senza di lui e il mio animo è stato talmente tanto stravolto che oggi è il ricordo del suo sguardo schifato...sì perchè mentre io ubriaca gli svenivo ai piedi, lui se n'è andato lasciandomi nel mio vomito...che in fondo è anche il suo...lui che asseriva che non mi avrebbe mai lasciata da sola a soffrire...perchè ci legava qualcosa di profondo...ed ora dove sei vita mia??? Ti amo talmente tanto che non riesco più a non aver bisogno di te. Scusami, Musa non ti avrebbe mai detto tutto ciò...ma non sono più la tua Musa dai capelli rossi...sono solo un fantasma.

giovedì 23 aprile 2009

ultimo pensiero primadi andare a dormire

Non sento piu il tuo odore pur avendolo cercato nei vicoli dei nostri ultimi baci, baci come testamenti.Ti cerco nelle luci soffuse dell'alcol, tra le panchine dove bevevi thè caldo in piena estate...ma il tuo odore è andato via con san Pasquale.
Ho una tale nostalgia di te che credevo non avrei mai provato, poiché si ha nostalgia delle cose che realmente si amano, io non ti ho mai amato o meglio ho sempre amato la morbosa idea che avevo costruito di te.
Non ho rimpianti, forse ho amato troppo nel modo sbagliato...e il tempo che ho vissuto è stato stupido, sperperato a rincorrere te, che non eri te eri soltanto un'idea...ma ho amato quell'idea quanto il mio paese...Mi domando se tu sia stato mai contento di me, se tu mi abbia mai guardata con orgoglio...ora certamente saresti felice per me, ora che finalmente ho rinunciato a te. Eppure vorrei averti vicino perchè con te tutto mi sembrava possibile in questa vita, con te non avrei desiderato altre vite per ricominciare tutto da capo nella stessa illusione. Con te c'era la vita, una vita che barbaramente mi hai tolto ed hai portato via con te...ora sì che desidererei rinascere per evitare di incontrarti.
A volte sogno il sorriso di tua madre, a volte sogno una tua carezza, un tuo gesto affettuoso...quello che non mi hai dato mai...
Vorrei dirti che sei qualcosa di importante, ma purtroppo mi consuma la tua assenza, la quale durerà il tempo della vita...lo so, lo sai. A volte penso che io ti stia perdendo per sempre poiché mi sveglio e non ci sei mai...forse caro, ti ho perduto nel momento stesso in cui ho cominciato ad amarti, a sognare di averti per sempre...in quel momento hai smesso di esistere. Perdonami, mille volte scusa per averti dato in pegno la mia esistenza...
Ora torno al mio dolore...domani dovrò svegliarmi per vivere la condanna dell'esilio fuori dal cilento...tu non ci sei...il tuo paese, solitamente a quest'ora è incantevole...Perdonami se non riesco a scordarti.

domenica 19 aprile 2009

Quanto fa male la tua assenza


"Ma chi cazz si? Vulia ric iu mo...eh si, nu patanone tutta streuza sulu tu putivi esse! Ne amò ma che 'ngè fai locu...ohohoh...ià fatte vasà...oh...ma selvà si tu?ià vivite nu poco re birra mo...te vogliu bene, me si mancata...fatte abbrazzare n'ata vota...'ngulo, ma cume ama fa...tantu semp iettati a lu iume stamo...ra quannu simu nati"
"Ne Birrò...fatte tuccare, nun 'ngè creu, propriu tu sine...e iu ca uardava e recia ma chi è chiru coso dà...te si sciupata...cacchè vivi re meno?"

Ai miei eroi


Cullata dal vagar dell'eco
nel lamento di abissi profondi
cado attonita e pesante.
Riecheggia il muoversi unisono
di affamati senza ossami sacrificali,
domani, le loro grida sorde
recideranno le corde
dell'anima mia.
Le mie membra, ospizio per
la loro umanità negata
la mia mortalità
cibo offerto al loro idealismo.
Lasciatemi però, lo spazio e
la carezza di una lacrima
sazia, senza più fame.
Domani, col pennello della vita
dipingerò un senso
a questo strazio.
Le mie carni assopite,
da cibo che è veleno
soffiato sulle iridi silvestre.
Ma se c'è vita adesso
che si sparge sui selciati
come more, è
quel cibo che mi hai dato,
è amore che il
cielo rigurgita insieme
all'inverno delle nostre
preghiere obliate,
taciute da chi
ci ha resi carnefici mutilati.
Terra mi cibo ancora
del tuo odore,
terra la luce del vento
che si infrange sui lastricati
dei vicoli cinerei
ora è cibo
per la mia secca bocca
e per chi disputa nel
mio ventre la negata giustizia
e le dovute scuse.
E le vostre anime, come la mia e la sua,
scivolano nei ruscelli
lodati da dio,
che scorrono via
senza saperlo,
che infondono amore
senza averne potuto trovare.
E' inverno, nella mia ombra
accompagno anche le vostre,
questa mia ribelle anima
ha sete e fame
ma possa essere oggi il
cibo a voi offerto,
a voi che siete i redentori.

sabato 18 aprile 2009

Pensando a Felitto.

Tra le nuvole del Sud ho perduto la mia anima, ho lasciato che scivolasse a rilento nei rintocchi delle campane pasquali...ho guardato il cielo e avevo la sensazione che tutto quel susseguirsi di nuvole fosse soltanto mio. Ho respirato l'eterno freddo e lo sentivo battere nel petto, ho calpestato terra che sapevo essere mia poichè ad ogni passo mi si ricostruiva la vita davanti...mi son fermata ad accarezzare le mura di Felitto ed ho pianto...tutto quello è mio, nessuno me lo porterà mai via...La mia libertà è essere circondata da ciò che amo, vivere è respirare ciò che si ama...la libertà è poter guardare queste montagne e senza timore urlare "E' mio". Mi commuovo ogni volta che sento il suono del Calore, mi sento minacciata ogni volta che un forestiero passa sotto casa mia, sto male ogni volta che penso alla fine del mondo...non temo di perdere la mia vita, temo che tutto ciò che mi aggrata potrebbe scomparire in un solo respiro...eh se la terra decidesse di tremare, se un bel giorno il mio paese dovesse piegarsi su se stesso vorrei che mi seppellisse in lui...questa è la mia terra...non ho altri amori degni di essere citati...non amerei niente quanto amo Felitto...non potrei mai volergli male...porto il mo paese ovunque vada, poichè sono parte di esso...le mie mani disegnano i suoi confni, la mia voce ripercorre una storia che non permetterò a nessuno di trafugare...