venerdì 3 aprile 2009

avevo dimenticato di dirti che...


Ninnillo miu, trascino questo carro d'infima viltà per i vicoli canuti del tuo bellissimo paese...nuda nell'inverno nevoso inciampo nei nostri ricordi, tu li hai abbandonati nei selciati tra rovi e precipizi. Non voglio più niente da te...ma nell'assurdità della vita ti chiedo di lasciarmi la libertà di bere fino a cantare scalza sui gradini della chiesa...la libertà di essere me anche senza di te. Hai lasciato la mia vita così come il serpente lascia la pelle secca tra le pietre del fiume...ora sono vuota, immensamente vuota e aspetto che il vento spezzi ciò che rimane della mia materialità, questo involucro troppe volte maltrattato permette ancora alla mia anima di avere dimora...anche se sono straniera, anche se non ho pù fedi...a te debbo la vita. Perdonami se non ti ho amato quanto avrei dovuto, forse ancora oggi non sto facendo molto per te ma non vorrei essere io il tu carnefice.

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